Il 34% degli italiani vuole sottoporsi al test sierologico

Il 34% degli italiani vuole sottoporsi al test sierologico
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Più di una persona su 10 in Italia sospetta di aver contratto il Covid-19, ma per queste persone non c'è stata una diagnosi certa. Oggi, all'attenuarsi dell'emergenza, molti vorrebbero fugare ogni dubbio con un test sierologico.

I test sierologici sono oggi disponibili al pubblico e permettono di individuare un'infezione da Covid-19 contratta in passato attraverso la rilevazione di anticorpi nel sangue. Diverse ricerche, ufficiali e non sospettano da mesi una sottostima dei casi di Coronavirus in tutto il mondo, Italia inclusa: l'esperienza individuale delle persone lo conferma. Il 12% degli italiani oggi pensa di aver contratto il virus.

Più di 1 persona su 10 in Italia sospetta di aver contratto il Covid-19.

Quali delle seguenti opzioni descrive la tua situazione personale relativa al Covid-19?
| Base: 1027 Italiani 18+

 

 

Su scala nazionale, il 5% delle persone ha già svolto il test, ma il 34% ha intenzione di farlo in futuro. La percentuale sale al 52% se invece si guarda il gruppo di persone che invece pensa di aver sofferto di infezione da Covid-19 non diagnosticata: inoltre, 2 su 10 in questo gruppo hanno già svolto il test.

Quali sono le opinioni sul test, quali i motivi per svolgerlo o meno?

Il 5% degli italiani si è già sottoposto ad un test sierologico, ed oltre un terzo lo farà in futuro.

Ti sei sottoposto a test sierologici Covid-19? | Base: 1038 Italiani 18+

 

A livello nazionale, il numero di persone che non intende sottoporsi al test sierologico è pressappoco equivalente a quello che invece vuole farlo. Nel primo gruppo, il 28% pensa sia al momento poco attendible, ovvero soggetto a falso positivo o falso negativo. Un quarto invece lo ritiene un esame medico superfluo (25%). La differenza più stridente è il pensiero che la presenza di anticorpi rilevati dal test protegga o meno da infezioni future, aspetto di cui ancora non abbiamo certezza.

 

 

Un quarto (24%) dei disinteressati pensa che "anche in caso di risultato positivo (presenza di anticorpi) non è garantita l'immunità". Dall'altra parte, il 49% delle persone che vuole sottoporsi al sierologico spera di essere protetto da future infezioni nel caso in cui si abbia già contratto il virus, e vuole accertarsene sottoponendosi al test.

 

 

L'idea che un risultato positivo possa proteggere da una seconda infezione è diffusa su scala nazionale. La metà delle persone infatti afferma che "Se un test sierologico confermasse che ho già contratto il Covid-19 in passato mi sentirei più tranquillo oggi" (53%).
Indipendentemente dal suo significato clinico, la maggior parte degli italiani ritiene che i sierologici dovrebbero essere offerti gratuitamente a tutti (83%), o che addirittura l'intera popolazione dovrebbe essere sottoposta al test.

 

Buona parte degli italiani apprezza l'ipotesi di un passaporto sanitario, in particolare al sud ed isole

Nelle scorse settimane alcune regioni, soprattutto quelle a basso contagio, hanno discusso sulla necessità di accertarsi che chi entra nel proprio territorio non sia malato di Covid-19. Il passaporto sanitario è diventato un'idea discussa ma anche contestata, ma l'opinione degli Italiani è sfaccettata, soprattutto sulla sua applicazione.

La metà (52%) sarebbe d'accordo che venisse usato per garantire l'accesso all'Italia dall'estero. Scende gradualmente poi l'assenso nel caso in cui il certificato serva per uscire dall'Italia (47%), ed ancor più quando si tratta invece di spostamenti tra regioni italiane (41%).

Gli Italiani dicono sì ad un ipotetico passaporto sanitario, soprattutto per accertarsi che chi entra in Italia non sia positivo.

Il Passaporto Sanitario è un documento medico che certifica l'assenza di infezione da Covid-19 , e che potrebbe essere utilizzata per garantire il movimento delle persone. In che misura sei d'accordo o in disaccordo al passaporto sanitario per garantire la mobilità delle persone tra le regioni d'Italia/ entrare in Italia / uscire dall'Italia? | Base: 1038 Italiani 18+

Le situazione è disomogenea se si dividono gli italiani in base all'area in cui risiedono. Infatti, la necessità di certezze è inversamente proporzionale al tasso di contagio osservato nella propria regione: la popolazione del sud e delle isole, che è stata la meno colpita nel Paese ma che ha anche un sistema sanitario più a rischio in caso di emergenza, è molto più favorevole ai controlli ad ogni livello, sia interno che esterno all'Italia.

Le regioni del sud e le isole sono più sensibili alla possibilità di contagi da persone provenienti da altre aree, sia interne che esterne all'Italia.

 

Metodologia
Il sondaggio è stato effettuato online, su un panel proprietario di YouGov. I dati sono ponderati per essere rappresentativi della popolazione adulta italiana. Interviste condotte il 4 Giugno 2020 su un campione di 1038 persone rappresentative della popolazione italiana (18+).

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