Tornare in ufficio, dopo mesi di smartworking

Tornare in ufficio, dopo mesi di smartworking
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La fine delle vacanze per molti lavoratori significherà anche dover tornare in ufficio dopo mesi di smartworking, ovvero di lavoro da casa, dovuti all’emergenza Covid-19.

In particolare abbiamo chiesto ai lavoratori, che svolgono la propria mansione in una sede/ufficio a contatto con altre persone e che non sono ancora fisicamente tornati in ufficio dall’inizio del lockdown, se pensano che la fine dell’estate significherà tornare alla propria vita da ufficio, e la loro percezione a riguardo.

 

In quanti torneranno in ufficio prossimamente?

Innanzitutto, a fine agosto, sono solo una piccola parte dei lavoratori ad usufruire ancora dello smartworking ogni giorno da marzo (circa il 13% dei lavoratori a tempo pieno o part-time), di cui il 42% ha dichiarato che tornerà fisicamente in ufficio da settembre, il 32% entro la fine dell’anno, il 12% dall’anno prossimo (i rimanenti non lo sanno ancora). La maggior parte però, ben il 66%, sostiene che il ritorno in ufficio avverrà in maniera graduale, ovvero qualche giorno continueranno a lavorare da casa e qualche giorno si recheranno in sede.

I lavoratori si sentono sicuri a stare in ufficio? Quali condizioni andrebbero rispettate?

Circa la metà dei lavoratori in smartworking da marzo (46%) si sente sicuro di recarsi fisicamente in ufficio/sul luogo di lavoro, ma tutti i lavoratori ritengono che debbano essere rispettate alcune condizioni. La maggior parte vorrebbe che vengano rispettate le principali norme igieniche (74%), che ci sia il rispetto delle distanze di sicurezza (65%) e che vengano fatte delle igienizzazioni particolari (52%). La possibilità di poter continuare a lavorare alcuni giorni da casa è una condizione richiesta dal 46% degli intervistati.

 

Inoltre quasi la totalità dei lavoratori dipendenti (91%) sarebbe favorevole se l’azienda/il datore di lavoro gli proponesse di fare il test sierologico e/o il tampone, pagato dall’azienda, prima di tornare in ufficio/luogo di lavoro.

Quali sono le principali preoccupazioni del tornare fisicamente in ufficio dopo tanti mesi a casa?

2 persone su 3 sono preoccupate di non riuscire a mantenere le distanze sul luogo di lavoro (63%) e quindi di entrare in contatto con i colleghi e le persone con le quali condividono gli spazi di lavoro (60%). Così come preoccupa il dover prendere i mezzi di trasporto pubblico (55%) e l’entrare in contatto con persone esterne alla propria azienda (come fornitori e clienti – 53%). Ulteriori preoccupazioni riguardano l’igiene: il 56% infatti teme che non vengano rispettate le norme igieniche (disinfettare le mani, tenere la mascherina se necessario…).

Un'altra preoccupazione sentita dal 38%, è il non riuscire a riabituarsi alla vita in ufficio e allo stare nel luogo di lavoro per la tutta la giornata lavorativa. In particolare, tra gli aspetti non legati al lavoro, ce ne sono alcuni che preoccupano di più le persone: doversi svegliare prima al mattino (40%), avere meno tempo da dedicare a sé stessi e agli hobby (34%), ma anche dover lasciare i figli (29%), avere meno tempo per prendersi cura della casa (28%) e tornare tardi la sera (28%).

 

Metodologia
Il sondaggio è stato effettuato online, su un panel proprietario di YouGov. I dati sono ponderati per essere rappresentativi della popolazione adulta italiana. Interviste condotte tra il 21 e il 26 agosto 2020 su un campione di 1996 persone rappresentative della popolazione italiana (18+).

Photo by Austin Distel on Unsplash

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