Un anno di “Nuova Normalità”: come sono cambiati supermercati e rispetto delle norme?

Un anno di “Nuova Normalità”: come sono cambiati supermercati e rispetto delle norme?
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È passato un anno dai primi coprifuoco totali dovuti alla pandemia di Covid-19. L’impatto di divieti e normative sulle nostre vite è stato generalizzato, ma uno dei primi ambiti in cui gli effetti si sono fatti sentire – e in cui le prime foto-simbolo della “nuova normalità” sono state scattate – sono i supermercati. YouGov ha chiesto agli italiani quali di questi cambiamenti continuano a notare maggiormente, e cosa sta cambiando rispetto ai primi lockdown.

Un’ampia maggioranza degli italiani 18+ sono, almeno in parte, responsabili della spesa per il proprio nucleo familiare: il 95% del campione intervistato ne è responsabile unico (51%) o co-responsabile (44%). All’interno di questo gruppo, solo il 5% effettua il grosso degli acquisti in piccoli negozi o mercati rionali, mentre il restante 95% si rivolge a punti di vendita multi-categoria a libero servizio: ipermercati e supermercati grandi o piccoli, incluse catene discount e specializzati.

Chiaramente, in queste tipologie di punti vendita, i profondi cambiamenti nel corso dell’ultimo anno non sono passati inosservati.

Il 30% ha notato cambiamenti nella disposizione degli scaffali e nella tipologia di prodotti venduti. In particolare, si è notato un aumento dello spazio dedicato ai prodotti disinfettanti (secondo il 78%), al reparto cura e pulizia casa (55%), nonché agli ingredienti primari da cucina, quali farina, lievito, uova, ecc. Per il 40% è anche aumentata l’ampiezza delle corsie, al fine di fornire più margine per il distanziamento sociale. Questi cambiamenti sono andati a scapito, principalmente, di prodotti per la cosmesi e articoli da mare/montagna.

Secondo un terzo degli intervistati (32%) sono risultati evidenti i cambiamenti nel livello di prezzi e nelle promozioni. Secondo due terzi di questi, il livello dei prezzi è aumentato, mentre l’opinione circa le promozioni è divisa: oltre metà non ha notato rilevato importanti cambiamenti né negli sconti né nelle promozioni “visive”, quali volantini e scaffali dedicati, mentre gli altri si dividono equamente tra chi ha notato un aumento e chi un calo.

Sicuramente, però, il cambiamento più evidente è stato quello riguardante i controlli all'ingresso e le regolamentazioni all'interno del tuo punto vendita, palese per quasi tre quarti degli intervistati (73%). Non tutte le misure, tuttavia, vengono percepite come ugualmente rispettate: se l’obbligo di mascherina e la disponibilità di distributori di gel mani sono universalmente attuate (97% e 95%, rispettivamente), per un quarto degli intervistati il divieto di assembramento nelle corsie spesso non viene preso così seriamente, mentre i controlli della temperatura all’ingresso vengono spesso disattesi secondo il 43% degli intervistati.

Anche l’abitudine gioca la sua parte: secondo il 37%, l’attenzione verso le norme è inferiore oggi rispetto a un anno fa, contro un 25% che ritiene sia aumentata.

Ma esiste qualcosa di questa “nuova normalità” che gli Italiani salverebbero anche in futuro senza Covid-19? Il 74% degli intervistati vorrebbe mantenere la presenza dei distributori di gel disinfettante sul punto vendita, mentre il 61% apprezza che si cerchi di evitare l’affollamento. L’obbligo di guanti e l’ampiezza delle corsie a scapito dell’assortimento di prodotti vengono invece apprezzate solo da una minoranza degli intervistati.

Nota Metodologica

Questo report è stato realizzato utilizzando dati rilevati tramite metodologia Omnibus.

YouGov ha intervistato, in modalità CAWI, un campione di 1013 rispondenti rappresentativi della popolazione italiana di età 18+.

Il sondaggio è stato condotto su panel proprietario YouGov, dal 12 al 13 Marzo 2021.

Fonte immagine  : Anna Shvets, Pexels

 

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