Il futuro del lavoro in Italia prevede lo smartworking per tutti?

Il futuro del lavoro in Italia prevede lo smartworking per tutti?
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La metà dei lavoratori dipendenti italiani pensa che il proprio lavoro possa essere svolto da remoto, o "in smart working", senza disagi. Ma prima del lockdown soltanto una minoranza ne usufruiva.

il 51%

 

dei lavoratori dipendenti pensa di poter svolgere regolarmente il proprio lavoro da remoto, e che la presenza fisica sul posto di lavoro non sia necessaria.


Base: 399 Lavoratori dipendenti

 

Nei mesi appena trascorsi si è riflettuto molto se, e in quale misura, gli sconvolgimenti e riadattamenti della vita quotidiana resi necessari dalle misure di distanziamento sociale diventeranno permamenti e parte del nuovo riassetto della "società post-Covid".  Tra questi lo smarworking, che per mesi è stato l'unica versione di lavoro "non indispensabile" consentita in Italia e nella maggior parte degli stati colpiti dalla pandemia.

L'ampiezza di un eventuale cambiamento è però relativa alla situazione antecedente alla crisi, e in Italia, il margine è ampio: prima del lockdown, soltanto il 19% dei lavoratori dipendenti lavorava regolarmente (una o più volte a settimana) in modalità remota. 6 su 10, invece, non usufruivano mai dello smartworking.

La maggior parte dei lavoratori dipendenti in Italia non usufruiva dello smart working prima del lockdown. Solo 1 su 5 lo utilizzava regolarmente.

"Prima di Febbraio 2020, con che frequenza hai usufruito dello smartworking?" | Base: 204 lavoratori dipendenti

 

 

Il motivo principale (64%) è che l'azienda non consentiva di farlo, o lo permetteva occasionalmente. Per pochi invece si trattava di una scelta personale: 2 su 10 preferiva lavorare in ufficio.

Dopo un periodo di sperimentazione forzata in cui tutti hanno avuto modo di sperimentare l'alternativa alla sede lavorativa fissa, ci si chiede se il cambiamento sia destinato a durare.

Cosa farebbero i lavoratori messi di fronte alla possibilità di scegliere liberamente se lavorare da remoto o recarsi in ufficio?

L'azienda è il motivo principale per cui lo smart working è poco utilizzato

"Hai detto che, in passato, non usufruivi regolarmente dello smartworking. Quali dei seguenti descrive meglio i motivi?" | Base: 165 lavoratori dipendenti che non usufruivano /usufruivano sporadicamente dello smartworking

 

Se il 15% rinuncerebbe completamente allo smartworking a favore di un ritorno ad una giornata lavorativa tradizionale sul posto di lavoro, oltre un terzo (33%) sceglierebbe l'opzione intermedia, cioè continuare ad avere un ufficio come base fissa, ma lavorare da remoto regolarmente (ad es. più volte a settimana): come già detto, prima del lockdown era il 19% a lavorare in questa modalità. 

Infine, una parte consistente di lavoratori è più favorevole al "lavoro agile": il 6% eliminerebbe completamente l'ufficio, mentre il 19% lo utilizzerebbe saltuariamente in caso di necessità.

Oltre un terzo delle persone vorrebbe poter lavorare da remoto regolarmente in futuro, ma continuando ad avere un ufficio a disposizione

"Pensa ad un momento futuro in cui la pandemia da Coronavirus sarà <completamente terminata. Potendo scegliere liberamente, quali delle seguenti opzioni preferiresti in relazione al tuo lavoro?" | Base: 204 lavoratori dipendenti

L'opinione sul tema divide quasi i lavoratori in due schieramenti, e se ne intuisce il motivo leggendo i dati relativi ai vantaggi e gli svantaggi del lavoro da casa, alcuni dei quali si sovrappongono quasi simmetricamente.

 

 

Un indubbio vantaggio dell'usare la propria dimora come posto di lavoro è il migliore rapporto tra il tempo dedicato alla vita personale ed a quella lavorativa (52%). Ma allo stesso tempo, un numero consistente di persone lamenta la scarsa separazione tra questi due ambiti della propria vita (64%), tanto da metterlo al secondo posto tra gli svantaggi dello smartworking.

É anche identica (37%) la percentuale di persone che pensa che tra i benefici del lavoro da casa ci sia un aumento della produttività, e chi invece ritiene che le distrazioni siano maggiori lontani dall'ufficio.

 

 

La riduzione della socialità, sia a scopi lavorativi che "ricreativi", è tra i più grossi contro: per il 64% delle persone, lo smartworking riduce la qualità della comunicazione con i colleghi, ed il 67% non apprezza l'inevitabile mancanza di ritagli di tempo dedicati alla socializzazione faccia a faccia.

Anche gli aspetti pratici presentano alcune contraddizioni: se il primo vantaggio del non doversi muovere è l'ovvia riduzione dei costi necessari agli spostamenti casa-lavoro (67%), aumentano invece i costi dovuti ai consumi come l'elettricità ed internet (54%) di cui altrimenti si farebbe carico la propria azienda.

 

Metodologia
Il sondaggio è stato effettuato online, su un panel proprietario di YouGov. I dati sono ponderati per essere rappresentativi della poopolazione adulta italiana. Interviste condotte il 28 maggio 2020 su un campione di 1003 persone rappresentative della popolazione italiana (18+).

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