Principali tendenze di consumo dei media in Italia: Cosa è cambiato da un anno all’ altro?

Ana Becerra González
febbraio 19, 2021, 11:50 AM GMT+0

La crisi del COVID-19 ha portato grandi sconvolgimenti nel settore globale dei media, molti advertiser hanno sospeso o tagliato i budget a causa del crollo degli incassi. Nel frattempo, alcune agenzie media e pubblicitarie hanno ridotto il personale in modo drastico.

Approfondento il rapporto globale di YouGov International Media Consumption Report 2021: Is there a new normal?, che esamina gli effetti della pandemia sul comportamento mediale a livello globale, in YouGov Italia abbiamo analizzato gli effetti a livello locale, per scoprirne ancora di più sul consumo dei media in Italia dopo il COVID-19.

Aumento dei lettori di giornali online​

Il 2020 ha fatto crescere il numero di italiani che leggono quotidiani online. Mentre nel 2019 il 54% degli italiani visitava quotidiani online almeno una volta al mese, nel 2020 la percentuale è salita di 3 punti percentuali (salendo al 57%). A sorreggere questa crescita sono i quotidiani con una base di lettori più ampia: corriere.it, ilSole24ore.it, repubblica.it.

Una maggiore propensione all’informazione online conferma la fame di notizie da parte degli italiani, già emersa dai dati del COVID-tracker internazionale condotto da YouGov nei mesi di marzo e aprile 2020. Durante i primi mesi di pandemia il 68% degli italiani affermava, infatti, di cercare “più spesso” notizie online di quando non facesse prima del lockdown di marzo.

TV e servizi video-streaming

Per quanto riguarda il cambiamento delle abitudini dell'audience audiovisiva, notiamo un aumento di chi usa frequentemente questi servizi. Il dato su chi dichiara di utilizzare regolarmente almeno un servizio di streaming o video on-demand è passato dal 72% al 75%, una differenza di +3 punti percentuali, ma statisticamente significativa.

Nello specifico, si può affermare che il 2020 sia stato l’anno dello streaming e non dell’on-demand. Se da un lato Now TV, Mediaset Premium e SkyGo mostrano valori sostanzialmente stabili rispetto al 2019, dall'altro Netflix e soprattutto Amazon Prime Video hanno fatto registrare aumenti a doppia cifra. In particolare il secondo è cresciuto di + 13 punti %, passando da 25% di user “regolari” a 38%. Anche Netflix continua la sua espansione, raggiungendo quota 37% di user regolari (+ 8 %).

Amazon Prime Video ha visto la maggiore crescita tra la popolazione più giovane, dove la percentuale è aumentata di +20 punti % nei giovani tra 18 e 24 anni e di +18 putni % tra le persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Al contrario, Netflix mostra performance omogenee tra le varie fasce d'età.

Per quanto riguarda i contenuti video, i generi che hanno visto aumentare il loro pubblico rispetto al 2019 sono le miniserie, le commedie e i contenuti legati all’animazione.

Streaming audio. Le piattaforme preferite dagli italiani per ascoltare musica

Un altro settore colpito in maniera positiva dalla pandemia è lo streaming audio. Amazon Music, Spotify and YouTube hanno accresciuto il volume di ascoltatori durante il periodo analizzato. Più in dettaglio, il numero di utenti italiani su Amazon è aumentato di 5 punti % (da 25 a 30%), di 4 punti su Spotify (da 32 a 36%) e di 3 su YouTube (da 56 a 59%).

Per quanto riguarda l’aumento degli utenti secondo l’età, i divari più significativi si trovano tra gli utenti di Amazon Prime Music tra i 35 e i 44 anni e negli utenti di YouTube tra i 25 e i 34 anni.

I cambiamenti nell’uso dei social media durante i primi mesi della pandemia

L’ultimo settore studiato per analizzare i cambiamenti del consumo mediale in epoca COVID-19 riguarda l'uso di social network. Da un lato, possiamo notare un aumento significativo del uso di LinkedIn come network dove trovare lavoro, da giustificare, forse, con l'aumento di persone disoccupate. Dall´altro, i programmi relativi allo svolgimento della giornata lavorativa a distanza, come Skype, dopo il primo lockdown, hanno evidenziato una crescita notevole degli users in tutta l’Italia.