Studio internazionale sulle regole anti-covid: italiani fermi al minimo indispensabile

Studio internazionale sulle regole anti-covid: italiani fermi al minimo indispensabile
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Un sondaggio YouGov svolto su un campione di quasi 19.000 persone in 17 Paesi e regioni ci mostra quali sono i luoghi in cui persone si sono impegnate di più per proteggersi dalla diffusione del virus.

Periodicamente in Italia, le transizioni da zone arancioni a gialle vedono il riversarsi di numerose persone nei centri cittadini, che “approfittano” della ritrovata libertà causando affollamenti che generano polemica, ma di fatto non violano le regole.

Le ricerche di YouGov hanno più volte mostrato mostrato che, nel migliore dei casi, gli italiani si attengono al seguire le regole alla lettera e raramente vanno oltre – ad esempio, la nostra ricerca sulle restrizioni natalizie ha mostrato che il 59% avrebbe festeggiato il natale con altre persone, sebbene il distanziamento sia chiaro a tutti essere l’unico mezzo per interrompere i contagi. Ed a volte anche sconfinano nelle violazioni: un’altra ricerca ha evidenziato che soltanto la metà degli italiani pensa che le persone attorno a sé siano state ligie alle prescrizioni anti contagio.

Oggi un nuovo sondaggio internazionale YouGov, condotto in 17 Paesi, mostra che il 56% degli italiani descrive il proprio approccio alle regole del coronavirus dicendo "Ho seguito le regole quando e nel modo in cui sono state introdotte, ma non ho agito in anticipo o fatto più di quanto richiesto dal governo”. Questo rende gli italiani i più propensi ad adottare l'approccio del “minimo indispensabile” nella pratica delle misure di sicurezza, nella stessa misura di Singapore e Danimarca.

 

Le persone di Hong Kong sono quelle più propense ad andare oltre quando si tratta di proteggere sé stessi e gli altri dalla malattia. Sei persone su dieci (61%) hanno affermato: "ho preso misure di protezione prima che il governo lo dicesse e mi sono spinto/a oltre quanto prescritto dal governo".

I messicani sono i secondi a dire di essere andati oltre quanto richiesto dal governo, al 54%. Questa potrebbe essere un'eredità della lenta risposta del governo nelle prime fasi dello scoppio della pandemia, come anche un’indicazione di eccesso di zelo dei messicani – anche se nello studio recente già menzionato in precedenza, mentre l'84% dei messicani afferma di aver seguito le regole, solo il 30% dice lo stesso delle persone nel proprio quartiere - la più grande discrepanza osservata.

Poco più di un terzo degli italiani (36%) afferma di aver fatto più di quanto richiesto dal governo, mentre i polacchi e gli americani sono i più propensi a dire di non aver tenuto conto delle regole. Una persona su sei in ciascuno di questi Paesi (17%) ha confessato di "aver seguito solo le regole che volevo seguire o che penso abbiano senso, ma per il resto ho fatto quello che volevo".

Photo by Erik Mclean from Pexels
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