Il graduale ritorno alla normalità

Il graduale ritorno alla normalità

Nei primi giorni della fase 2, ovvero dal 4 maggio, 8 italiani su 10 hanno dichiarato di essere usciti di casa. Il motivo per cui la maggior parte di essi lo ha fatto, è stato dover fare la spesa o andare in farmacia (76%). 1 persona su 3 è uscita per andare a trovare i propri affetti (34%) o per fare una passaggiata (34%).

L’impressione da parte degli stessi Italiani è che le persone stiano rispettando le regole imposte nella fase 2, secondo il 68% del campione le regole vengono rispettate sempre o quasi. Il percepito di rispetto delle regole è maggior tra le persone che sono già uscite di casa e che quindi hanno visto in prima persona come si stanno comportando i concittadini (73%).

Il ritorno alla normalità, quindi la ripresa delle proprie abitudini ad uscire, sta avvenendo con cautela per tutti gli italiani (92%) e con molta cautela per oltre la metà (58%). Inoltre, le persone sono coscienti che la maggior parte delle abitudini che avevano prima della diffusione del coronavirus, saranno per ancora un po’ di tempo diverse. In particolare, andare a mangiare al ristorante/bar, andare nei centri commerciali, andare al cinema o viaggiare sono le principali abituini che secondo gli italiani continueranno a subire delle variazioni per i prossimi mesi.

Ma quando le persone si sentiranno sicure di riprendere alcune attività?

Le attività che gli italiani sperano di fare appena il governo lo consentirà sono varie, in particolare 4 persone su 10 vorrebbero andare a casa degli amici, viaggiare in Italia e fare shopping non appena sarà possibile. 1 persona su 3 inoltre vorrebbe andare al ristorante, tornare in ufficio e mandare i figli a scuola appena possibile.

C’è però chi si sentirà sicuro di riprendere determinate abitudini solo quando non ci saranno più contagi o sarà disponibile il vaccino o una cura. In particolare, le attività al chiuso (come andare al cinema, in locali), viaggiare fuori dall’Italia, prendere i mezzi pubblici e andare in palestra, sembrano quelle che verranno riprendese con un po’ più di cautela.

Per tutte le attività, i propri amici e conoscenti sembrano avere poca influenza sul fatto di ricominicare prima o dopo a riprendere le proprie attività.

In particolare per quanto riguarda i ristoranti...

Le abitudini di mangiare fuori casa subiranno delle variazioni a causa del coronavirus anche nei prossimi mesi. Ad esempio, prima dell’emergenza coronavirus, 1 persona su 2 andava a fare colazione al bar al tavolo o al bancone almeno una volta alla settimana, mentre ora 1 persona su 3 pensa che lo farà con la stessa frequenza. C’è anche una percentuale minore di persone che sostiene che andrà al ristorante con amici e familiari almeno una volta alla settimana, prima del covid erano il 33%, ora il 20%. Anche la frequentazione di bar e locali per fare un aperitivo o bere qualcosa dopo cena sarà meno frequente rispetto a prima.

Per far sentire più sicuri i potenziali clienti, ci sono molte misure che i ristoranti potrebbero adottare. Le misure che la maggior parte delle persone vorrebbe vedere adottate riguardano la distanza di sicurezza tra i tavoli, l’uso di guanti e mascherine da parte di tutto il personale, far accedere un numero limitato di persone all’interno del locale, mettere a disposizione un distributore di igienizzante per le mani.

Per quanto riguarda l’andare in palestra e/o piscina...

Anche la frequentazione della palestra potrebbe subire dei cambiamenti, infatti il numero di persone che pensa che andrà in palestra almeno una volta alla settimana dopo l’emergenza coronavirus è un po’ inferiore rispetto a chi ha dichiarato di andarci con la stessa frequenza precedentemente (prima oltre il 20% degli italiani ci andava almeno una volta alla settimana, ma ora il 15% pensa che lo farà con la stessa frequenza). Non ci sono differenze invece per quanto riguarda la piscina (il 14% degli italiani frequentava e frequenterà la piscina almeno una volta alla settimana).

Alle palestre vengono richieste numerosi accorgimenti per sentirsi più sicuri: mettere un distributore di igienizzante per le mani, gestire gli ingressi con una prenotazione e limitando il numero di persone, garantire la distanza di sicurezza tra le persone che si allenano, disinfettare gli attrezzi e le superfici con maggior frequenza e con detergenti particolari.

Invece per quanto riguarda l’andare al parco...

La frequenza con cui le persone pensano di frequentare il parco nei prossimi mesi è simile a quella pre-coronavirus. Infatti lo stesso numero di persone che andavano al parco ad allenarsi, a passeggiare o con i bambini almeno una volta alla settimana, lo faranno anche nei prossimi mesi con la stessa frequenza.

Ci sono comunque delle accortezze che potrebbero farli sentire più sicuri nello svolgere le proprie attività al parco, come ad esempio l’uso di guanti e mascherine, un distributore di igienizzante per le mani, garantire la distanza tra le persone nel parco, una pulizia particolare delle panchine, accessi limitati al parco.

Nota Metodologica

Questo report è stato realizzato utilizzando dati rilevati tramite metodologia Omnibus.
YouGov ha intervistato, in modalità CAWI, un campione di 1015 rispondenti rappresentativi della popolazione Italiana di età 18+.
Il sondaggio è stato condotto su panel proprietario YouGov, dall'8 all'11 Maggio 2020, utilizzando il metodo delle quote.

Photo by Timon Studler on Unsplash

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